Tutti vogliono cacciare gli immigrati, ma non si può. Sono indispensabili per la nostra economia.

20 apr

Voce del verbo sbraitare. Proprio così. C’è chi sbraita dalla mattina alla sera dicendo: “gli immigrati? Fuori dall’Italia”. Ma perché non li cacciano per davvero? Forse perché sono indispensabili. Forse perchè producono il 9,7% del PIL italiano, forse perchè ci servono.

Recentemente Marco Travaglio, ha menzionato il libro Patria di Enrico Deaglio, in cui è riportato un fantaracconto, di Massimo Ghirelli, che ipotizza e descrive un giorno senza di loro. Il suo era un fantaracconto, ma proviamo a spostarlo sulla realtà. Italia paralizzata: 24 ore di black out, non solo economico, ma anche sociale.

Prendiamo in esempio solo una categoria: badanti e colf. Una piccola storiella. Mashinka, sposata con 2 figli all’università. 43 anni. Capelli biondi, occhi chiari. Ucraina. Un giorno decide di venire in Italia. Il perchè? La vita non è semplice e facile, le difficoltà economiche sono tante e dalla parabola posta fuori il suo balcone ha visto che la nostra è una nazione ricca e in grado di offrire lavoro a tutti. Già Marco Travaglio in un suo vecchio articolo ha chiarito la situazione: “i primi problemi li ha con la legge Fini-Bossi che prevede che chi viene in Italia deve avere già un lavoro”. Una contraddizione. Si viene in Italia a cercarlo.

Ma tenta, viene in Italia e diventa la badante di Roberto. Tra tante italiane, perchè proprio Mashinka? Perchè passa un intero giorno ad accudire il nonno. Cura l’igiene personale, prepara il pranzo e la notte lo accompagna in bagno quando ha bisogno. Il tutto per 900 €. Qualche italiana vorrebbe lo stesso compenso, moltiplicato per 6 o per 7. Insomma fa quello che le italiane considerano troppo faticoso.

Poi Mashinka mentre porta il nonno a spasso, sente le solite frasette e i soliti commenti: “Questi immigrati rubano il lavoro a noi italiani”. “Gli stranieri? Rubano solamente”. E ritornando a casa, riflette sulla parola “dignità”. Parola troppo grande, per certe persone, che non ne conoscono neanche il significato. Rispetto soprattutto, che si può ottenere solo grazie alla cultura. Prendere in considerazione i dati di fatto e non parlare per sentito dire. Confrontarsi con la realtà. Aprire gli occhi.

Se solo ci fosse cultura, si eviterebbero certe situazioni. Sentir dire che i tunisini rubano il lavoro ai siciliani, dove in Sicilia la disoccupazione giovanile supera il 41% è un vero paradosso. Altro che sillogismo di Montaigne.

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Un racconto: una parola, mille emozioni. | di Irene Cortellessa

6 mar

Ho letto tutti gli elaborati di un concorso di scrittura scrivoanchio.it sponsorizzato anche da Don Aniello Manganiello, prete anticamora del napoletano. Di tutti, c’è sempre quello più bello, quello più profondo, quello che ti colpisce, che ti prende, che si lascia leggere. Quello che ti rimane impresso nella mente, quello che vorresti rileggere 1000volte. Questo è il racconto di Irene Cortellessa di Marzanio Appio. Merita di essere votato. Potete votarlo cliccando sul link: http://www.scrivoanchio.it/scrivo2012/iscrizioni/elenco_iscritti_pub_VOTO.asp.

Ho deciso di riportarlo in maniera integrale, per condividerlo anche con voi lettori.

La bambina dallo sguardo triste | di Irene Cortellessa

Era una sera di dicembre, e Ilaria era seduta davanti al fuoco ad osservare come la mamma, Cristina, portava a termine il suo lavoro di lana. Le mani scivolavano sui ferri con un movimento automatico. Ad un certo punto, Ilaria fu sorpresa nel vedere quelle stesse mani interrompere quel movimento così perfetto. Quando alzò gli occhi sul viso della mamma vide un espressione contorta: gli occhi chiudersi e riaprirsi all’improvviso, il naso arricciarsi, la bocca fare una smorfia di dolore; e vide una mano sul cuore come a soffocare un dolore insopportabile. Ilaria subito corse vicino alla mamma per chiederle cosa fosse successo, e Cristina la rassicurò, o almeno ci provò, dicendo che non era niente, solo una piccola fitta insignificante; pur sapendo di mentire alla figlia ma soprattutto a se stessa.

Passarono dei giorni e Ilaria non poteva dimenticare quella scena, lei sapeva che la mamma le aveva mentito, ma sapeva anche di non poter fare nulla se non starle vicino. Nella settimana seguente all’incidente, Ilaria vedeva la mamma sempre più debole e stanca, vedeva il suo volto invecchiare con troppa velocità e si chiedeva il perchè di questo rapido cambiamento, ma non riusciva a trovare una risposta.

Un giorno vide la mamma preparare la valigia e allora capì che qualcosa sarebbe successo. Infatti il giorno dopo, la mamma e il papà scesero con due valigie e, sull’uscio della porta, Cristina disse alla figlia che si sarebbe assentata per un paio di giorni e senza aggiungere altro, l’abbracciò e chiuse il portone, lasciando la piccola con il nonno. Ilaria con mille interrogativi nella testa, corse alla finestra per osservare i genitori allontanarsi, ma quello che vide non fu piacevole: nel scendere le scale, le gambe della mamma, troppo deboli da un po’, avevano ceduto, facendola scivolare sull’asfalto bagnato. Il papà, che le era abbastanza vicino, l’aiutò a rialzarsi e a farla accomodare in macchina, ma nessuno aiutò Ilaria a non soffrire. Alla piccola, infatti, nell’assistere alla scena, si riempirono gli occhi di lacrime e, nonostante la macchina dei genitori si fosse allontanata, rimase a quella finestra ancora un po’, pietrificata, con il viso segnato dalle lacrime, pensando se avesse rivisto la mamma. Quei due giorni per Ilaria furono due giorni terribile, due giorni di dolore: si chiudeva in camera e piangeva, sperando che qualcuno l’andasse ad aiutare, a salvare da quei pensieri che la facevano annegare in un dolore insuperabile. O si dedicava allo studio con la speranza di distrarsi, ma ciò non avveniva, anzi succedeva il contrario:i pensieri la distraevano dallo studio.

Arrivato il giorno dell’arrivo della mamma, Ilaria si mise vicino alla finestra ed in ogni sguardo cercava di riconoscere quello della mamma, ma ogni volta le arrivava una pugnalata di dolore e di delusione nel capire che non era lei. Si era fatta sera e Ilaria, non vedendo la mamma aveva perso le speranze, le lacrime le offuscavano la vista, ma quando stava per andarsene, vide la macchina parcheggiare sotto casa e questa volta lo sguardo incrociato non innescò nessun dolore, nessuna delusione, solo la gioia di averla a casa con lei: era la mamma! Ilaria corse ad aprire la porta ed, impaziente, aspettava di poterla riabbracciare ed, infatti, appena la vide le saltò addosso. Ma la delusione fu evidente sullo sguardo di Ilaria quando osservò che la luce degli occhi della mamma si era spenta per lasciar posto ad una evidente tristezza.

La sera, a cena, Cristina, non si mise a tavola, ma si stese sul divano con una coperta addosso; Ilaria, che aveva preparato da mangiare, stava a tavola con il papà e il nonno, senza toccar cibo perchè quella tristezza che si respirava in casa le aveva chiuso lo stomaco. La tensione era tale che si tagliava con un coltello: nessuno parlava, nessun rumore se non quello delle posate nei piatti. Ilaria che non sopportava più quell’aria, si alzò senza dire niente e, piangendo, corse in camera sua per buttarsi sul letto. Passò tutta la notte a piangere ed, esausta, si addormentò solo la mattina seguente, per poi risvegliarsi a mezzogiorno. Quando scese in cucina, notò che la mamma indossava un cappellino di lana in testa, cosa che non aveva mai fatto prima. E fu allora che Ilaria trovò la risposta a tutti i suoi perchè: la mamma aveva un tumore!!Passarono dei giorni e Cristina stava sempre peggio, sempre più debole e sempre più magra. Arrivò la vigilia di Natale, ma per Ilaria non fu Natale! Quella stessa sera, decise di recarsi in chiesa e pregare intensamente per poter continuare ad abbracciare la mamma, di poterla vedere ancora sorridere, di non portargliela via… Uscita dalla chiesa si diresse verso casa, ma quando vide un negozio che vendeva dolci di tutti i tipi, le venne in mente di fare un piccolo regalo alla mamma, infatti, entrò nel negozio dove chiese due cornetti caldi al cioccolato, con la speranza di far stare un po’ meglio la mamma e soprattutto di farla mangiare. Ma quando arrivò di fronte casa, lo spavento si dipinse nei suoi occhi color ghiaccio, e questo perchè notò un’ambulanza parcheggiata nel suo giardino, e fu allora che le crollò il mondo addosso. Per un momento si fermò come immobilizzata da una forza maggiore, la busta con i cornetti caldi precipitò sulla neve che ricopriva la strada, con un tonfo rimbombante per le orecchie di Ilaria. Quando si rese conto di quello che stava succedendo, si precipitò in casa dove trovò la mamma distesa sul letto ed un medico a visitarla. Gli occhi avrebbero voluto chiudersi per non riaprirsi più, avrebbero voluto non assistere a quella scena che la segnerà per tutta la vita. Ma purtroppo ora era lì ed era consapevole di non poter mandare in dietro il tempo. Quando la guardia medica se ne andò, Cristina chiese a Ilaria di avvicinarsi a lei e le disse che era una bambina intelligente, e che era consapevole del fatto che lei sapesse tutto. Poi, abbracciandola, le disse che se fosse successo qualcosa lei doveva ricordarsi che la mamma le voleva tanto bene. Ilaria a queste parole scoppiò in lacrime e, non volendosi far vedere dalla mamma in quello stato, scappò per andare a buttarsi sul suo letto; però lungo il corridoio si scontrò con il papà, anch’esso cupo, il quale la abbracciò. Ilaria volle condividere il suo dolore con lui, così si abbandonò tra le sue braccia cacciando fuori tutto ciò che la affliggeva da tempo. Ma purtroppo questo non bastò perchè la piccola aveva ancora un dolore dentro che le causava attacchi respiratori lievi ma improvvisi, dei quali nessuno era a conoscenza se non lei stessa.

A scuola Ilaria continuava ad andare ma non come prima, dalla bambina con il sorriso sulle labbra era diventata la bambina dallo sguardo triste, dalla prima della classe era diventata una bambina nella media, ma soprattutto dalla bambina socievole era diventata una bambina che stava sempre isolata a pensare. I suoi amici ovviamente la criticavano ma solo perchè non sapevano che ad Ilaria in quel momento non interessava minimamente la scuola ed il resto del mondo; ad Ilaria interessava solo riavere la mamma di prima. E sperava che qualcuno la andasse ad aiutare, a consolare, a parlare, a dirle che non doveva preoccuparsi, che tutto sarebbe finito per il meglio. Ma nessuno si accorgeva che Ilaria non stava bene, che aveva un male al cuore: la tristezza. Ma Ilaria era consapevole che ciò non avveniva per colpa sua, perchè era troppo chiusa e timida e non aveva il coraggio di parlarne con nessuno. Aveva paura di essere criticata e giudicata.

Era passato poco più di un mese e Cristina continuava ad assentarsi continuamente e Ilaria sapeva il perchè: doveva andare a curarsi. Anche se per Ilaria questo non sembrava il termine appropriato visto che la mamma era sempre più debole e ormai della sua folta chioma bionda non era rimasto più nulla. Una sera quando tornò da scuola la trovo stesa per terra e nessuno vicino: nessuno a proteggerla, nessuno a sostenerla, ad aiutarla. Spaventata, non sapeva cosa fare, il panico aveva preso il sopravvento,così chiamò il medico di famiglia che, quando arrivò, le disse che era solo uno svenimento dovuto alla chemioterapia. Ilaria, non sapeva il significato di quel termine, veramente non sapeva nemmeno cosa fosse davvero un tumore, non sapeva cosa fosse la vita e nemmeno se valeva la pena viverla a quelle condizioni. Era delusa, delusa dalla vita!

Ilaria, che aveva solo tredici anni, si era accorta di essere cresciuta troppo in fretta rispetto ai suoi coetanei, visto che si confrontava con essi e trovava enormi differenze anche e soprattutto sul modo di pensare. Le sue compagne erano sempre felici e spensierate senza nessun problema per la testa, potevano uscire senza tener conto se la mamma era sola o c’era qualcuno con lei e per loro la maggior causa di dolore era se un ragazzo non le guardava. Ilaria allora avrebbe voluto dirle che quelli non sono problemi perchè ci sono problemi più gravi. Passò più di un anno, quando Cristina rifiorì insieme ai fiori della primavera che era alle porte; infatti si iniziarono a vedere i miglioramenti e Ilaria iniziava a

mangiare, a sorridere e a condurre una vita normale, però comunque l’incubo non era finito e Ilaria non voleva illudersi per poi ricevere una delusione e stare ancora più male. Però aveva trascorso troppo tempo nel dolore e chiusa in se stessa, in tutto quel periodo Ilaria non vedeva nulla di più di sua mamma e non si accorgeva che il mondo andava avanti anche senza lei e questo sicuramente lascia un segno; infatti solo ora Ilaria si rese conto che molte, troppe cose erano cambiate a partire dai suoi amici che ormai non le rivolgevano nemmeno la parola, ed ora era enormemente difficile per lei ricucire e i rapporti. Era come se per un anno avesse vissuto fuori dal mondo.

Era il 22 maggio quando la vita di Ilaria e della sua famiglia cambiò! Il giorno prima la mamma e il papà erano rientrati da uno dei loro viaggi misteriosi, senza dire parola, Ilaria sapeva solo che sarebbe dovuto avvenire qualcosa, perchè erano troppo pensierosi e silenziosi. Infatti alle 18:00 del 22, tutti erano in salone compresa la piccolina quando il telefono squillo! E poté così assistere allo scambio di sguardi che avvenne tra i genitori, nella frazione di secondi che intercorrono tra uno squillo e l’altro. La mamma fece un lieve cenno al papà, il quale scattò in piedi e, lentamente, si avvicinò al telefono; poggiò una mano sul telefono che in quel momento sembrava l’oggetto dal quale dipendeva il mondo e, non appena fece l’ennesimo squillo, lo sollevò. Tutti erano in ansia, con il fiato sospeso. Si sentì solo un: “si!” fuoriuscire dalla bocca dell’uomo, prima che quest’ultimo venne invaso dalle lacrime. Ilaria non era triste, perchè le sembrava che quelle lacrime non erano lacrime di dolore, ma di commozione. Era un’impressione ma sperava che fosse la giusta. Il papà non salutò nemmeno, attaccò e, pietrificato, senza parole si girò verse la moglie e la figlia che aspettavano impazienti che dicesse qualcosa. Alle due, si riempirono gli occhi di lacrime per la tensione. Quel silenzio insostenibile venne interrotto da Ilaria, la quale, con un filo di voce, chiese cosa fosse successo. Il papà, con la voce tremante, disse: “La chemioterapia ha dato il risultato sperato: SEI GUARITA!!”. Cristina e la figlia non credevano a ciò che avevano sentito, fino a quando Ilaria, prese coscienza del miracolo avvenuto, e saltò addosso alla mamma bloccandola in un abbraccio commovente, si aggiunse anche il papà, il quale non smetteva di piangere. Cristina era ancora pietrificata non riusciva a immaginare il suo futuro, dato che aveva sempre pensato al momento in cui i suoi occhi si sarebbero spenti per sempre, e mai a quello in cui tutto avrebbe ripreso vita. E fu così che la vita di Ilaria si rianimò.

di Irene Cortellessa.

Per votarlo: http://www.scrivoanchio.it/scrivo2012/iscrizioni/elenco_iscritti_pub_VOTO.asp.

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Il coraggio di denunciare. Il libro. | di Francesco Carbone

17 feb

Una definizione subdola come questa, poteva essere usata solo per distorcere l’attenzione della popolazione che continua a non capire il termine “BUROCRAZIA”.
Con burocrazia si intende l’organizzazione di persone e risorse destinate alla realizzazione di un fine collettivo secondo criteri di razionalità, imparzialità, impersonalità.
Gli illeciti e la corruzione non sono dovuti alla burocrazia ma sono un sistema creato dai burocrati che con le loro omissioni, favoritismi , incompetenze e predisposizione a delinquere, gestiscono e alimentano la corruzione e la commissione di atti illeciti dove spesso gli stessi burocrati sono coinvolti in prima persona.
La burocrazia in Italia ha delle corsie preferenziali per chi e’ al potere o per chi paga le mazzette per accelerare o per rallentare i tempi di pratiche, appalti, servizi , processi , ispezioni , verifiche e tutto e’ gestito dai burocrati che hanno in mano la situazione e che fanno in modo che la burocrazia sia velocissima per qualcuno e lentissima per chi e’ nessuno come il semplice cittadino italiano che non gode di alcuna raccomandazione o non ha i soldi per accelerare le pratiche.
In questi anni attraverso il web , ho messo all’attenzione di tutti i comportamenti illeciti dei pubblici ufficiali a cui mi sono rivolto con denunce penali istanze e richieste di intervento in merito a degli illeciti commessi con dolo da parte di burocrati per insabbiare, pilotare, bloccare e sollevare dall’azione penale i componenti di un’associazione criminale che orbita attorno a Poste Italiane attraverso gli appalti speciali finanziati dallo stato Italiano.
Oltre a denunciare illeciti penali gravi collusioni e tentate corruzioni ho denunciato penalmente anche i burocrati che con dolo non hanno agito secondo criteri di razionalita’ , imparzialita’ , impersonalita’ , di fatto favorendo l’associazione criminale da me denunciata e protetta da una cerchia della Magistratura, e da gran parte della politica italiana .
Mi fa ribrezzo il fatto che la Corte dei Conti e certa stampa nazionale dia la colpa alla burocrazia cercando di inculcare al comune cittadino il fatto che la corruzione e gli atti illeciti non sono frutto del loro poco impegno nel combatterla ma sono frutto della disorganizzazione, della mancanza di fondi e dell’omerta’ della popolazione nel denunciare fatti illeciti.
Io come tanti altri siamo in prima linea contro l’illegalita’, contro la corruzione e contro i burocrati corrotti collusi o incompetenti e cio’ non con le parole ma con i fatti denunciando penalmente e pubblicamente gravissimi reati penali e invece di essere trattati dallo Stato Italiano come mosche bianche da proteggere e da ascoltare, siamo trattati come criminali in quanto con le nostre denunce attentiamo alla normale attivita’ delinquenziale che dilaga nelle pubbliche amministrazioni e in parte della Magistratura Italiana.
Tutto cio’ che ho denunciato e tutti i comportamenti nei miei confronti e nei confronti delle mie denunce da parte dei burocrati criminali, oltre ad averle divulgate nel web, sono state descritte minuziosamente nel libro di denuncia
” IL CORAGGIO DI DENUNCIARE ” che uscira’ in Italia a fine aprile 2012 .
Vi posto il link della Pagina Facebook dedicata al libro dove potete vedere con i vostri occhi le prove di tutto cio’ che ho denunciato e che pur facendo 13 denunce penali, non sono mai approdate in un aula di tribunale e nessuna risposta o intervento da parte della Politica Italiana pur essendoci in corso un’interrogazione Parlamentare alla quale nessuno dei 4 ministeri interpellati vuole dare una risposta.
Pagina Facebook “IL CORAGGIO DI DENUNCIARE” il libro di Francesco carbone.
http://www.facebook.com/pages/IL-CORAGGIO-DI-DENUNCIARE-il-libro-di-Francesco-Carbone/361123390574090.

di Francesco Carbone

di Francesco Carbone per il blog di Antonio Lo Mastro

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AVVISO

14 feb

La pubblicazione dei post sul blog sarà ridotta perchè sono impegnato nella scrittura di esclusivi per il libro Fatti Nostri in uscita ad aprile 2012.

Sanremo Asocial: un’occasione in più per i Morgana | di Marta Pellizzi

9 feb

di Marta Pellizzi

Sono cinque e sono tutti molto bravi. Stiamo parlando dei componenti della band dei Morgana che sono un guppo musicale di Imola. Suonano musica pop-rock e da quando si sono formati la loro carriera è in continua ascesa. Presto li vedremo sul palco di “Sanremo Asocial”, evento che riserva e offre una possibilità anche a chi non suona e canta musica prettamente leggera.

Ecco l’intervista fatta al cantante della band che ci farà conoscere inoltre anche questo evento.

1) Cos’è Sanremo Asocial?

Sanremo Asocial è un’evento che si svolge a Sanremo per tutta la durata del festival e vuole dare spazio e voce ai numerosi e validi artisti che in qualche modo non si rispecchiano in quella che comunemente viene chiamata “Musica leggera italiana”. Artisti che  hanno un modo diverso e originale di comunicare ed esprimere la propria arte, decisamente fuori dagli schemi che l’industria musicale italiana sta proponendo negli ultimi anni. Adesso è in fase di allestimento un sito che è sicuramente più esauriente (www.sanremoasocial.it). Sanremo Asocial è anche un music contest quindi ci sarà la possibilità di vedere i video delle performance e votare quelle preferite.

2) Come siete attivati a sapere di sanremo Asocial?

Ci ha segnalato l’evento Matteo Teo Cimatti, che saluto e ringrazio, Responsabile Artistico di Radio Fly Web (www.radioflyweb.it), fantastica web radio di Bologna che trasmette 24 ore su 24 il meglio della musica indipendente italiana (e non), radio sulla quale abbiamo avuto il privilegio di far ascoltare diverse volte i nostri brani.

3) Cosa pensate possa portarvi questa esperienza?

Ritengo valido il principio “Da cosa nasce cosa”, e questa è davvero un’occasione imperdibile per farsi sentire e conoscere persone nuove. In una città che nel bene e nel male ha un legame molto forte con la musica, in giorni dove quella stessa città brulica di gente, di addetti ai lavori, di radio e televisioni, qualche buona occasione potrebbe davvero essere dietro l’angolo. E noi vogliamo essere lì per coglierle. Per non parlare della soddisfazione di poter suonare su un fantastico palco allestito all’interno dell’hotel “La rosa dei venti” negli ex studi di Radio Italia. 

4) I tre brani inediti, dopo Sanremo Asocial, dove li presenterete? Come sono nati?

I brani che porteremo sono inediti, nel senso che non suoneremo cover di altri gruppi. Non sono stati scritti appositamente per questo evento, ma sono stati scelti accuratamente dalla nostra discografia per allestire uno show energico e accattivante che possa coinvolgere al massimo il pubblico. In particolare i 3 brani saranno “Il grande passo”, brano uscito nell’album “RadioPositivo” del 2010, che racconta la storia di una scelta importante. “C’ha ragione” che racconta in maniera leggera l’impossibilità di riallaccare un rapporto dopo che lei ti ha tradito e “Fermi tutti” racconto tragicomico della situazione politica italiana degli ultimi anni.

5) C’è altro da sapere?

Intanto voglio (anche a nome degli altri) ringraziarti per l’attenzione e la disponibilità, ribadir che appoggiamo e promuoviamo il progetto “AllForFashion” (www.allforfashion.it). Volevo inoltre ricordare che a breve dovrebbe partire un programma intitolato “Blackout” su Videoregione  per il quale abbiamo avuto il piacere di registrare una serie di interviste/talk al microfono di Angelo Cattaneo, vi terremo aggiornati sugli sviluppi. Per tutte le informazioni sulla band digitate www.morganaband.it oppure cercateci su Facebook.

di  Marta Pellizzi

di Marta Pellizzi per il blog di Antonio Lo Mastro

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Il processo Mills di Berlusconi. Prevenire è meglio che curare.

9 feb

E’ doveroso ricordare, per evitare che certe persone passino per oneste, quando in realtà non lo sono. Diceva Travaglio a Tutti in Piedi (17/06/2011): “Se ci pensate, delle volte leggiamo sul giornale che hanno preso una zingara per la centesima volta e hanno scoperto che era stata arrestata altre 99 volte, ma sempre con nomi diversi e quindi risultava sempre la prima. Era incensurata per la legge. Che cosa pensiamo di questa zingara? Che qualcosa di male abbia fatto perchè è impossibile che l’abbiano arrestata 100 volte, per sbaglio. Possono aver sbagliato 20 volte, 30 volte, 40 volte, ma 100 volte su 100 no. Provate a trasportare questo ragionamento su di lui (riferito a Berlusconi). Il quale da anni si vanta di aver avuto 109 processi, poi dice 31, poi 40, poi 50, poi 102, cambiano a seconda del tasso di umidità. Ma sono sempre molti più di quelli che ha avuto, lui li esagera per vantarsene, per fare più bella figura. Perchè più ne ha avuti e più, secondo lui, riesce a dimostrare che è un perseguitato. Se lo dice la zingara, le ridono in faccia e la ficcano dentro. Se lo dice Lui, lo credono, lo votano e lo mandano a palzzo chigi”.

Come dare torto a Travaglio. E a dire che con le sue balle e slogan di campagna elettorale riesce sempre a farla franca. “Volete voi una sinistra che introdurrebbe subito l’ICI? Volete una sinistra che raddoppierebbe le tasse? Che metterebbe un’imposta patrimoniale anche sugli immobili più piccoli? Che metta ancora le mani nelle vostre tasche?”. Queste sono le solite domande, ormai dal ’94, che Berlusconi rivolge agli elettori, nei suoi comizi pre-elezioni. Perchè non chiede: Volete voi che un indagato, accusato di corruzione, prostituzione minorile e abuso d’ufficio diventi presidente del consiglio?

Oggi parlerò, infatti, del processo Mills. L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari. Avrebbe infatti ricevuto 600mila dollari da parte di Berlusconi per dichiarare il falso durante gli interrogatori come testimone nei processi per le tangenti alla All Iberian e alla Guardia di Finanza, in cui era imputato anche il Cavaliere. O meglio, secondo l’accusa dei pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, avrebbe mentito o non detto tutto quello che sapeva. David Mills doveva però giustificare quella somma di denaro al fisco Inglese, il quale preoccupato, subito avvertì la magistratura italiana. Intanto però il commercialista dell’avvocato riceve una lettera, nella quale Mills stesso scriveva: ” Con le mie dichiarazioni ho tenuto Mr B. fuori da un mare di guai”. E in effetti Mills viene visto come il promotore del sistema delle off-shore (tra cui All Iberian, con sede nelle isole britanniche, di proprietà delle Fininvest) che permise a Berlusconi di racimolare liquidità, sottraendola al fisco, per poi finanziare i partiti amici, tra cui il PSI di Bettino Craxi.

E’ bene che questo gli Italiani lo sappiano, per evitare che “Mr B” riesca a imbrogliare loro di nuovo.

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Da Obama alla primavera araba a Emergency. Così hanno usato la potenza del web.

8 feb

Sfruttare la potenza del web. Non c’è scelta migliore per diffondere un’iniziativa. Diceva Albert Einstein: “C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà”. Io dico c’è una forza più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: il web.

Ed è proprio così. E’ grazie al web che certi processi, di grande portata storica, sono avvenuti. E’ grazie al web, ad esempio, che si è diffusa la primavera araba, le cui rivoluzioni hanno portato alla caduta dei dittatori. Da Mubarak in Egitto, a Gheddafi in Libia e a Ben Ali in Tunisia. Oppure il caso di Barack Obama che ha lanciato la sua campagna elettorale su internet ed è stato eletto Presidente degli Stati Uniti, portandosi dietro tutti i suoi record.

Ora è Emergency ad appellarsi al web. E’ stato, infatti, caricato su youtube da parte di EmergencyOnlus un video (Hai una richiesta di amicizia da Kabul, accetti?) dalla durata di 1:21, ma da un messaggio importante. Il contenuto multimediale metteva in risalto la potenza dei network. “I social media stanno cambiando il nostro modo di diffondere le idee e di agire. Solo in Italia ci sono 21 milioni di utenti iscritti a facebook, ognuno dei quali ha in media 130 amici. Quando carichi un video, questo, attraverso la tua rete di amici, può raggiungere milioni di persone in pochissimo tempo”. L’associazione di Gino Strada, “per non smettere di curare le persone” chiedeva semplicemente due gesti. Inviare un SMS al numero 45508 da 2 euro, ma soprattutto di condividere il video su facebook.

La forza dei network è davvero immensa. Il web è una risorsa, una voce libera, vitale per la nostra democrazia. Ma è fondamentale difenderlo.

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