Non ci resta che fare i complimenti a Mario Monti, che in occasione delle celebrazioni per il 215esimo anno della nascita del tricolore a Reggio Emilia ha preso ottime posizioni sulla lotta all’evasione fiscale.
Per prima cosa ha affossato le solite balle di Berlusconi. Qualche mesetto fa, il cuore del povero Silvio “grondava” sangue perchè il suo governo “non aveva mai messo le mani nelle tasche degli italiani”. Come riportato oggi, su un articolo di La Stampa, il Premier ribadisce: “L’espressione corrente di “mettere le mani nelle tasche degli italiani” non mi ha mai persuaso e comunque è incompleta perché ci sono altri atti di “mani che entrano nelle tasche”. Ha continuato: “Le mani in tasca ai cittadini sono quelle degli evasori fiscali”.
Seconda cosa, questa volta davvero non poteva fare di meglio. Si legge dall’Unità: “Abbiamo avviato una riflessione su come dare una accelerazione potente alla lotta contro la corruzione che divora risorse, discredita istituzioni e frena investimenti esteri in Italia… E’ inammissibile che lavoratori debbano subire sacrifici pesanti, mentre una porzione della popolazione sfugge a ogni tassazione accrescendo l’imposizione tributaria su chi non può sottrarsi al fisco”. In effetti, è così. Già Marco Travaglio, in un suo editoriale a Servizio Pubblico, ha tenuto presente i dati della Corte dei Conti. Secondo questi, la corruzione costa in Italia ben 80 miliardi di euro. Se si riuscisse a racimolare questi illeciti altro che manovre. Bisognerebbe quindi far rispettare le regole. Niente più.
E Monti sta davvero operando bene contro l’evasione. Dopo il blitz di Cortina, il giorno dell’Epifania, le fiamme gialle hanno fatto altri controlli a tappeto nelle zone frequentate da vip. Molte località turistiche sono state prese d’assalto, come Portofino e Santa Margherita. Insomma, ora proprio non ci possiamo lamentare.







