L’Italia affondava non solo a prua, ma anche a poppa. E capitan Berlusconi, che stava “annegando” tra i suoi problemi giudiziari pensava a salvarsi. Poi però arriva dalla “Capitaneria di Porto tedesca” la telefonata da parte della “Capitana Culona”, che dice a Napolitano: “Berlusconi va tolto dalla guida del governo per salvare l’euro. Cazzo”. Capitan Berlusconi stava nella “sua plancia” di Arcore con Ruby, la nipote di Mubarak. Anche Schettino avrà pensato che la 25 moldava era la “nipote di Putin”. Così come il capitano della Concordia stava sugli scogli, anche capitan Berlusconi diceva che stava “sull’ammiraglio Montecitorio” a “coordinare i soccorsi” per evitare che l’Italia affondasse. Poi, però, il 12 novembre scappa “dalla poppa” di Montecitorio, mentre tutti quanti gli davano, gridando, del colpevole.
L’Italia, però, affondava veramente. La disoccupazione giovanile saliva ai massimi storici, raggiungendo, lo scorso 6 gennaio, quota 30%. Il dato più alto registrato dal 2004. Una famiglia su 3 non arrivava a fine mese. La crisi si abbatteva sugli italiani. Ma capitan Berlusconi il 4 novembre 2011: «Un paese benestante, con ristoranti sempre pieni, aerei affollati, e posti vacanza sempre prenotati». Gli Italiani erano “dispersi” nel cercare il loro lavoro. Ma l’importante era salvare se stesso. Si tengono così impegnate le aule del senato e della camera per votare le sue leggi ad personam. Lodo Alfano, legittimo impedimento, processo breve e processo lungo. Solo per ricordarne alcune.



Vorrei prendere un’espressione che Marco Travaglio ha usato in occasione della morte di Giorgio Bocca su un articolo (Giorgio Bocca, l’ultimo dei grandi) sul suo blog sul sito de Il fatto quotidiano. Per descrivere una persona “tutte le parole sono inutili tranne le sue”. Per questo ho raccolto una serie di frasi di quando Berlusconi era al governo.




















