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Perchè non liberalizzare gli accessi all’università ?

3 feb

A che cavolo serve il numero chiuso? A niente. E chi si è appena iscritto a qualche facoltà universitaria, dove era obbligatorio fare i test lo sa bene. Anzi, forse a qualcosa serve. Creare inefficienza.

Prima di tutto il numero chiuso è anticostituzionale. E’ un nostro diritto seguire gli studi che vogliamo. Sarebbe più giusta un’indicazione prima dell’iscrizione. Poi, tra l’altro, se nel futuro saremo disoccupati, saranno problemi nostri, non certo importerà allo stato.

Seconda cosa il numero chiuso crea “falsi professionisti”. Uno scarso ingegnere o un pessimo medico. Ma, soprattutto, molti studenti non hanno la loro possibilità di mostrare la loro abilità in un determinato settore, proprio perchè bloccati dai test di ammissione.

I test non selezionano un bel niente, le domande non sono inerenti a ciò che si deve selezionare. Senza parlare di trucchetti vari che si fanno nelle varie facoltà, dove “i figli di papà”, devono entrare a forza.

Si parla tanto di liberalizzazioni. Perchè non liberalizziamo anche gli accessi alle facoltà a numero chiuso. Ci sarebbe la “selezione naturale” a sistemare i numeri in eccesso. Si darebbe la possibilità a tutti di fare quello che si vuole, ma soprattutto si creerebbe in Italia, un sistema di professionisti efficienti. Dove ognuno, guidato dalla passione per la facoltà scelta, si impegnerebbe al massimo, mostrando grandi risultati. Solo così, si può rilanciare la crescita. Facendo un’università pubblica e accessibile a tutti.

Cosa produce il numero chiuso a medicina? Carenza di medici. Nel 2014 ne mancheranno 22mila.

12 gen

Il boom delle iscrizioni a medicina e chirurgia c’è stato negli anni 70′-80′, ma tra qualche anno l’Italia potrebbe essere a secco di medici. Scriveva qualche mese fa sul Corriere della Sera Margherita De Bac, “un’emorragia inesorabile” che “se non verrà tamponata porterà in breve tempo al dissanguamento della sanità pubblica in termini di medici”. Le cifre sono nere. Dal 2012 al 2014 è prevista una carenza di 18mila medici, che diventeranno 22mila dal 2014 al 2018. Ma saranno soprattuto alcune categorie di medici a scomparire: quelli che più servono al nostro paese. Ad esempio. Noi siamo una popolazione vecchia. A confermarlo sono i dati dell’istat. E mancheranno a partire dal 2012 i geriatri. Ma non solo: anestesia, radiologia, pediatria, nefrologia e tutta la chirurgia, saranno i campi più carenti.

Prima conseguenza: giovani studenti che aspirano a diventare medici verranno bloccati. Un grande danno per la ricerca. Potenziali medici, con particolare passione per la professione, che potrebbero scoprire cure per malattie oggi incurabili.

Seconda conseguenza: ricorreremo all’assunzione del personale straniero come in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. E questa era solo la seconda parte.

Ecco perchè il numero chiuso all’università è una truffa

5 gen

Oggi vi racconto un storia che non tutti sanno, ma che condiziona il futuro di migliaia di studenti. Si tratta del dottor Massimo Citro. Nonostante già fosse medico a Torino, con due lauree e un’esperienza di oltre 20 anni, ha deciso di verificare i tanto discussi “test di ammissione” all’università. Si è presentato nel lontano 2008, ha fatto le prove ed è stato bocciato. Una contraddizione. Un medico laureato in medicina e chirurgia con 110 e lode che non è idoneo a fare il medico.

Può sembrare strano, ma è così. Il risultato fu commentato testualmente: ” Il mio timore è questo. E’ che si impedisca a personalità, a ventenni che hanno genialità o che possono essere dei bravissimi medici, di giocarsi le loro carte nella facoltà di medicina”.

Tanto per farvi un esempio. Un potenziale medico può anche essere bocciato ai test di ammissione perchè non sa un sinonimo di valigiare, o per il contrario di evasivo.

E’ la fotografia del nostro sistema scolastico, di come vengono prescelti i futuri medici, di come funziona in Italia. E questa è solo la prima parte. E poi ci lamentiamo della malasanità.

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